L’evoluzione dell’intimo femminile dopo gli anni ’20

by Pina Chiocchetti

Ho una grande passione per l’intimo, ho sostenuto la mia tesi allo IED proprio sull’evoluzione della lingerie.

Sapete che l’intimo femminile ha subito una lunghissima evoluzione e che ha avuto un ruolo di primaria importanza sin dall’antichità?  Dal punto di vista estetico e anche contenitivo, quindi utile al benessere della donna.

Bisogna risalire ai primi del Novecento per l’invenzione del reggiseno, sembra che esso sia stato pensato da una dama newyorkese Mary Phelps Jacobs che, per sostenere il seno piuttosto prosperoso, si fosse servita di un fazzoletto incrociato e completo di nastri per l’allacciatura.

Mentre in quell’epoca incominciarono a scomparire i corsetti, anche i tradizionali mutandoni si rimpicciolirono, trasformandosi in slip con dimensioni decisamente più contenute.

Negli anni ’20 nacque la moda “Garconne” , ispirata da un ideale mascolino di donne con seni piccoli e poco visibili e con fianchi stretti e snelli. Pertanto il reggiseno si trasformò in una semplice fascia contenitiva per nascondere il più possibile le forme femminili. Erano molto elastici e comodi, e quindi adatti anche per le ballerine di Charleston.

Nel 1925 il reggiseno più richiesto era il “Kestos”, realizzato con due foulards con un elastico intorno alla parte posteriore che si abbottonava sotto ogni coppa. Quindi le coppe potevano essere regolate, e fu il primo reggiseno a considerare che ogni donna ha un seno differente.

L’evoluzione dell’intimo femminile dopo gli anni ’20

Negli anni ’30 tornò l’interesse delle donne per le curve, e soprattutto volevano alzare e separare i seni. Fu questa l’epoca in cui fu definita la classificazione alfabetica della misura del seno, cioè A-B-C-D.

I colori più popolari erano il rosa e il color pesca, mentre prima di allora i reggiseni erano sempre in bianco.

In questo periodo fece la sua comparsa anche la sottoveste, prodotta generalmente in seta arricchita con intarsi di pizzo oppure con raffinati ricami.

Alla fine del decennio fu inventato il nylon, un tessuto sintetico che sostituisce cotone e seta, rivoluzionando in maniera decisiva il confezionamento della lingerie.

Negli anni ’40, Frederick Mellinger, sfruttò il tempo passato in guerra tramando un progetto economico. Interrogò i militari riguardo l’intimo, e quando la guerra terminò, creò la Frederick’s of Hollywood, specializzata nella produzione di lingerie. L’azienda ebbe molto successo e divenne ben presto popolare tra le star di Hollywood.

I ruggenti anni ’50 si caratterizzano per la moda delle “pin-up” che riporta in primo piano il valore estetico delle forme femminili, valorizzate da una biancheria intima sexy e maliziosa.

Questo è il periodo delle guepières e del reggiseno a proiettile o bullet bra. Indumenti che evidenziano le curve puntando su seni abbondanti, vita stretta e fianchi larghi.

Negli anni ’60 fa la sua comparsa la minigonna, condizionando in maniera decisiva tutta la moda: diventa infatti obbligatorio indossare i collant che sostituiscono le ormai superate calze con reggicalze e anche gli slip diventano ridottissimi. In questa fase la biancheria intima femminile diventa colorata e predilige le fantasie di ogni genere.

Con la nascita del femminismo, gli anni ’70 portano con sé molti cambiamenti: le donne abbandonano il reggiseno, ma puntano su lingerie di estrema sobrietà, per nascondere la loro femminilità considerata come un limite.

Nel decennio successivo l’universo femminile ritorna ad essere attratto da seduzione ed erotismo, rispolverando le guepieres, i corsetti, i reggicalze e i reggiseni contenutissimi. È in questo periodo che fa la sua comparsa il tanga.

Una delle evoluzioni più importanti degli anni ’80 è il body, sexy in pizzo solitamente bianco o nero. Mentre nel decennio successivo si trasforma in un capo sportivo caratterizzato dal fatto di essere realizzato da un unico pezzo di materiale elastico e fasciante. Realizzato in tantissimi colori e molto sgambato.

Negli anni ’90 la lingerie si propone di coniugare praticità ed eleganza, privilegiando tessuti sintetici fascianti e morbidi che non comprimono le forme, lasciandole il più possibile naturali. Molto in voga a quei tempi era la linea underwear di Calvin Klein, con il suo stile unisex e minimalista.

Ritornano le calze autoreggenti mentre gli slip si presentano in numerosi modelli che comprendono il tanga, le brasiliane, le coulottes e le tradizionali tipologie sgambate.

I reggiseni diventano indumenti che si possono mostrare, magari abbinandoli a top coordinati, da indossare come eleganti sotto-giacca.

Il tutto in un’ottica di sobria classicità ed estrema vestibilità, ideali per la donna in carriera.

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